
L’economia del mare sta attraversando una fase di trasformazione che va ben oltre le attività tradizionali della pesca e della portualità. Da un lato cresce l’ecosistema dell’innovazione, con quasi 500 startup italiane attive nei settori della sostenibilità, delle tecnologie marine e della transizione ecologica; dall’altro prosegue il processo di modernizzazione normativa e amministrativa che punta a rendere più efficienti e digitali le attività legate al lavoro marittimo e alla gestione delle imprese del settore.
Le notizie di questa edizione evidenziano come competitività e innovazione passino oggi attraverso due fattori complementari: la capacità di generare nuove imprese e nuovi modelli di business legati alla Blue Economy e la semplificazione delle procedure che regolano il lavoro del mare. Per le marinerie dell’Adriatico centrale, per i porti, le imprese della pesca e gli operatori della filiera ittica, questi cambiamenti rappresentano un’opportunità concreta per aumentare efficienza, attrattività e capacità di intercettare gli investimenti che l’Europa sta destinando alla crescita sostenibile delle economie costiere.
In questo scenario, Abruzzo, Marche e Molise possono valorizzare il proprio patrimonio di competenze marittime, ricerca, infrastrutture portuali e tradizioni produttive per costruire un ecosistema dell’economia blu sempre più orientato all’innovazione, alla digitalizzazione e alla creazione di nuova occupazione qualificata.
