
Con la nuova circolare ministeriale, il MASAF interviene in modo organico sul sistema nazionale di controllo della filiera ittica, rafforzando gli obblighi di tracciabilità digitale e chiarendo numerosi aspetti applicativi che negli ultimi anni avevano generato criticità operative per imprese, cooperative, OP e operatori commerciali.
Il documento recepisce le più recenti modifiche europee al regime di controllo della pesca e conferma un principio centrale: il flusso informativo deve accompagnare il prodotto ittico lungo tutta la catena del valore, fino al consumatore finale.
⚓ Rafforzati gli obblighi digitali
Uno dei principali elementi di novità riguarda la progressiva digitalizzazione degli adempimenti.
Per i pescherecci:
- tra i 10 e i 12 metri resta possibile l’utilizzo della documentazione cartacea entro 48 ore dallo sbarco;
- oltre i 12 metri diventa obbligatorio l’utilizzo dell’e-logbook e della trasmissione elettronica dei dati.
La circolare dettaglia inoltre:
- tempistiche della notifica preventiva di sbarco;
- modalità di compilazione delle dichiarazioni;
- utilizzo dei file CSV generati dai software autorizzati;
- trasmissione digitale delle informazioni commerciali lungo la filiera.
Il tema non è soltanto amministrativo: il legislatore europeo punta infatti alla costruzione di una supply chain ittica interamente verificabile e interoperabile.
📦 Nuove regole sulle “partite” ittiche
Particolarmente rilevante la disciplina sulle “partite” di prodotto.
La circolare specifica che ogni lotto deve essere:
- omogeneo per specie;
- riconducibile a specifiche unità di pesca;
- associato a data di sbarco;
- identificabile tramite codice univoco.
Vengono inoltre chiarite:
- le modalità di fusione e suddivisione delle partite;
- gli obblighi di mantenimento della rintracciabilità;
- i criteri per la conservazione delle informazioni lungo tutte le fasi commerciali.
Per gli operatori della filiera questo implica un rafforzamento dei sistemi documentali e informativi interni.
🏷 Etichettatura: maggiore trasparenza verso il consumatore
La circolare dedica ampio spazio all’etichettatura.
Tra le informazioni obbligatorie figurano:
- denominazione commerciale e scientifica;
- metodo di produzione;
- zona FAO di cattura;
- categoria di attrezzi da pesca;
- indicazione di eventuale scongelamento del prodotto.
Particolare attenzione viene posta alla comprensibilità per il consumatore finale, soprattutto per:
- sottozone FAO Mediterraneo;
- prodotti di acquacoltura;
- prodotti provenienti da acque salmastre.
Si consolida quindi una tendenza europea verso etichette sempre più informative e orientate alla trasparenza di filiera.

🚛 Trasporto e prima vendita: chiarite le responsabilità
Il MASAF chiarisce anche la distinzione tra:
- nota di vendita;
- dichiarazione di assunzione in carico;
- documento di trasporto.
La circolare identifica con precisione:
- responsabilità del vettore;
- ruolo delle cooperative;
- funzioni delle organizzazioni di produttori;
- casi di autofatturazione nell’ittiturismo.
Importante anche il chiarimento sui GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), considerati assimilabili a vendite dirette ai consumatori finali entro i limiti quantitativi previsti.
📊 Impatti strategici per il settore
La nuova circolare produce effetti che vanno oltre il semplice aggiornamento normativo.
Le imprese ittiche saranno chiamate a:
- investire in digitalizzazione;
- rafforzare sistemi ERP e PIM di filiera;
- migliorare la gestione documentale;
- integrare processi di compliance e sostenibilità.
Per territori marittimi come Abruzzo, Marche e Molise, caratterizzati da forte presenza di piccola pesca e cooperative, la sfida principale sarà accompagnare le microimprese nella transizione digitale richiesta dalla nuova governance europea del mare.
