CINEA cerca competenze per la Blue Economy: aperta la banca dati europea degli esperti FEAMPA

Perché servono esperti esterni

I programmi europei finanziano iniziative con un elevato livello di specializzazione.

Un progetto può includere ricerca scientifica, sperimentazione industriale, infrastrutture digitali, cooperazione internazionale, tutela ambientale, modelli di business e attività formative.

La valutazione non può quindi basarsi soltanto sulla regolarità amministrativa. Deve considerare:

  • qualità tecnica e scientifica;
  • rilevanza rispetto agli obiettivi del programma;
  • fattibilità economica e organizzativa;
  • capacità del partenariato;
  • impatto atteso;
  • sostenibilità dei risultati;
  • gestione dei rischi.

Gli esperti esterni aiutano CINEA a esaminare le proposte e, successivamente, a verificare lo sviluppo dei progetti finanziati.


Le competenze richieste

CINEA indica tre gruppi principali di specializzazione.

Il primo riguarda le attività economiche e tecnologiche: acquacoltura, industria dei prodotti ittici, turismo costiero e marittimo, servizi portuali, trasporto via acqua, cantieristica, tecnologie offshore, energie marine, biotecnologie e sviluppo delle piccole e medie imprese.

Il secondo riguarda l’ambiente marino: biologia, ecosistemi, gestione integrata delle coste, politiche ambientali, scienze della pesca, rifiuti marini e ripristino degli habitat.

Il terzo comprende gli ambiti trasversali: osservazione oceanica, sicurezza marittima, pianificazione dello spazio marittimo, governance internazionale degli oceani, analisi dei dati, collaborazione con Paesi non europei e sviluppo locale partecipativo. È espressamente inclusa anche la formazione per le professioni marittime.

L’elenco non è esaustivo e può essere aggiornato in funzione delle esigenze dei programmi.


Una candidatura individuale

La registrazione è personale. Università, società di consulenza, imprese ed enti di ricerca non si candidano come organizzazioni, anche se possono incoraggiare i propri professionisti a iscriversi.

La Commissione seleziona gli esperti in base alla corrispondenza tra il profilo e il singolo incarico. Vengono valutati esperienza, competenze, indipendenza, disponibilità e assenza di conflitti di interesse.

Gli esperti selezionati devono rispettare obblighi di riservatezza e un codice di condotta. Per ciascun incarico è necessario dichiarare l’assenza di rapporti che possano compromettere l’imparzialità.


Come costruire un profilo efficace

Un profilo troppo generico riduce la possibilità di essere individuati.

La candidatura dovrebbe descrivere con precisione:

  • settori e tecnologie di specializzazione;
  • anni e livello di esperienza;
  • progetti europei o nazionali seguiti;
  • attività di ricerca e pubblicazioni;
  • esperienza con imprese e amministrazioni;
  • precedenti valutazioni;
  • competenze linguistiche;
  • conoscenza dei programmi europei.

È utile distinguere le competenze anche all’interno dello stesso settore.

Un professionista della portualità, per esempio, dovrebbe indicare se lavora su logistica, digitalizzazione, sicurezza, dragaggi, decarbonizzazione o pianificazione infrastrutturale.

Un esperto di acquacoltura dovrebbe chiarire se possiede competenze produttive, veterinarie, ambientali, economiche, impiantistiche o regolatorie.

La banca dati deve inoltre essere aggiornata periodicamente. CINEA invita anche gli esperti già registrati a verificare che l’EMFAF sia selezionato tra i programmi autorizzati a visualizzare il loro profilo.


Implicazioni per il sistema adriatico

La presenza di professionisti italiani nella banca dati europea produce benefici che vanno oltre il singolo incarico.

L’attività di valutazione permette di conoscere le priorità dei programmi, osservare la qualità media delle proposte e comprendere come vengono analizzati impatto, innovazione e sostenibilità.

Queste conoscenze devono essere utilizzate nel rispetto della riservatezza e non possono tradursi in vantaggi impropri. Possono però contribuire alla crescita professionale e alla diffusione di una cultura progettuale più solida.

Università, enti di ricerca, porti, GAL della pesca e organizzazioni imprenditoriali dell’Adriatico potrebbero mappare i professionisti con esperienza pertinente e favorire l’aggiornamento dei loro profili.

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