Panoramica Edizione 4 agosto 2026

La nuova edizione di BlueLinks evidenzia un passaggio importante per la Blue Economy adriatica: l’innovazione sta uscendo progressivamente dai laboratori per entrare nei processi produttivi, nei modelli di collaborazione transfrontaliera e nella gestione quotidiana delle imprese.

Il progetto SEAS – Sustainable Enterprises Advancing Blue Solutions, finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia, ha annunciato per ottobre 2026 un nuovo bando destinato alle micro, piccole e medie imprese italiane e croate. La misura metterà a disposizione 2,05 milioni di euro per progetti congiunti di sviluppo e commercializzazione di soluzioni innovative, con contributi compresi tra 80.000 e 125.000 euro e copertura fino all’80% dei costi ammissibili.

In Abruzzo, il progetto BLUE Sentynet è stato presentato alla conferenza mondiale della FAO sui sistemi agroalimentari intelligenti come caso di studio europeo. L’iniziativa combina dati ambientali, meteorologici e sanitari per aiutare gli allevatori di molluschi a riconoscere anticipatamente condizioni di rischio legate alle ondate di calore marine.   Sul fronte del lavoro e delle competenze, resta aperta senza scadenza la registrazione nella banca dati europea degli esperti chiamati a supportare CINEA nella valutazione e nel monitoraggio dei progetti finanziati dall’EMFAF. Sono ricercati profili in acquacoltura, portualità, cantieristica, turismo costiero, energie marine, ambiente, innovazione delle PMI e formazione per le professioni marittime.

Per le imprese della pesca, la Regione Abruzzo ha prorogato al 30 settembre 2026 il termine per accedere al sostegno destinato alla marineria pescarese. La misura interviene sui costi e sui danneggiamenti collegati alle condizioni operative del porto-canale di Pescara e conferma il rapporto diretto tra qualità delle infrastrutture e sostenibilità economica delle attività marittime.   Le quattro notizie delineano una traiettoria comune. La competitività della Blue Economy non dipende più soltanto dalla disponibilità di risorse naturali o dalla presenza di imprese specializzate. Dipende dalla capacità di costruire partenariati internazionali, trasformare dati scientifici in decisioni operative, attrarre competenze qualificate e ridurre i costi derivanti da inefficienze infrastrutturali.

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